La nostra storia in pillole

LA NOSTRA STORIA

Le origini
In parte archivi distrutti e anche mancanza di testimonianze dirette fanno sì che non si riesca a stabilire con esattezza la data di nascita di  un organico nucleo di cronometristi Altoatesini. Si hanno vaghe notizie di Campionati di sci dei Fasci disputatisi a Dobbiaco negli anni 1932-35 controllati da non ben identificati cronometristi. La prima struttura ufficiale in ambito nazionale nacque nel novembre 1921 quando un gruppo di appassionati costituì il S.I.C.U.(Sindacato Italiano Cronometristi Ufficiali), che nel 1924 ottenne un primo riconoscimento da parte del CONI, trasformandosi in A.I.C.(Associazione Italiana Cronometristi). l'11 dicembre 1935 la nostra Federazione assunse la denominazione di F.I.Cr (Federazione Italiana Cronometristi), che conserva tuttora. 
 
Nell’immediato dopoguerra il geometra Ceccherelli, un funzionario dell’ANAS… col pallino dei cronometri, assume la direzione della Segreteria di Bolzano della FICr.  Di questo primo nucleo di pionieri cronometristi (circa una decina di unità) facevano  parte personalità locali di spicco come l’Avv. Boscarolli  (senior), il Dr. Rocco Biamino ed anche Giorgio Vanzetta, tuttora iscritto come Cronometrista  Benemerito, e quindi di diritto il nostro attuale Decano. Per la cronaca Vanzetta, imbrogliando un po’ le carte fu … arruolato all’età di 16 anni, ben al di sotto dell’età minima di 18 anni che veniva richiesta per entrare nei cronometristi. Il geom. Ceccherelli fu ben presto coadiuvato da colui che sarebbe poi diventato il nostro Capo Carismatico, vale a dire il Cav. Alessandro Malpassi.
 
 
 
 L’era Malpassi
 
Senza tema di smentita possiamo definire il Cav. Alessandro Malpassi il padre putativo di tutti gli sport che timidamente si riaffacciavano alla ribalta dopo gli anni bui della guerra. Fu presidente o comunque dirigente locale di molte discipline, quali l’Automobilismo, il Motociclismo, La Federazione Sport Invernali, La Federazione Internazionale dello Slittino ecc., rendendosi artefice di un notevole sviluppo  dell’attività sia organizzativa che agonistica. Il suo carisma era tale che qualcuno propose di intitolare al suo nome una via di Bolzano:
Fra tutti questi incarichi e queste benemerenze, come poteva il Cav. Malpassi non essere anche a capo dei cronometristi, visto che si occupano di tutti gli sport che hanno a che fare col tempo? Infatti egli si insediò ben presto al vertice della Segreteria locale, con sede in Via Grappoli e di cui ne resse le sorti per ben 31 anni, lasciando un’impronta indelebile sulla nostra storia. Malpassi cominciò l'opera di ammodernamento (di allora) delle apparecchiature in dotazione alla segreteria, aiutato anche da Enrico Calcagno, un cronometrista che oltre a cronometrare costruiva apparecchiature allora all'avanguardia (vedi capitolo apparecchiature) Grazie a lui si cominciò ad usare le prime apparecchiature scrventi. All’epoca la segreteria era composta da una cinquantina di cronometristi che controllavano circa 300 gare all’anno. Nel 1977, sempre sotto l'attenta regia del Cav. Malpassi, Bolzano ebbe l’onore di ospitare l’Assemblea Nazionale che sanzionò il passaggio al timone della Presidenza Federale dall’Ing. Giovanni Romagna al Prof. Fiorenzo Chieppi. E fu proprio sotto la presidenza del Prof. Chieppi che nel 1986 La Federazione conferì a Malpassi un riconoscimento che era privilegio di pochi: CRONOMETRISTA DEL RUOLO D'ONORE. Lo testimonia la presente lettera ufficiale, dattiloscritta(!), come allora si usava:
Foto che ritraggano Malpassi purtroppo non ne abbiamo tante. Teniamo strette una serie di foto che si riferiscono ad una gimkana motociclistica disputatasi nel 1958 al Lido di Bolzano e che riproponiamoqui sotto:
 
  Lo stile di cronometraggio di Malpassi
 
   Il suo perfetto "aplomb" nel cronometrare
 
 Da Malpassi a Giordano
Nel 1979 il Cav. Malpassi lascia il timone della Segreteria nelle mani di Costantino Giordano, per tanti anni suo braccio destro e suo vice.
 
Così titola l'ALTO ADIGE del 29 Marzo 1979.
Cambia anche la sede, da via Grappoli a Via S.Quirino. Nel corso della sua reggenza, l'Associazione (nuova denominazione al posto di Segreteria) si sviluppa notevolmente, sia come apparecchiature (l'elettronica incalza) che come risorse umane, raggiungendo in poco tempo la fatidica quota di 100 cronometristi, oltretutto indispensabile per far fronte al parallelo incremento delle gare che in breve raggiungono e oltrepassano la altrettanto fatidica soglia  stagionale di 1000. Questo notevole impulso dato alla nostra Associazione spalanca a Giordano le porte per l'elezione nel 1993 a Consigliere Nazionale per il quadriennio '93-'96. Giordano nel frattempo assurge anche ad incarichi extra-cronometristici, entrando a far parte del CONI provinciale  nel 1986 e venendone eletto Vice-presidente nel '97. Anche per lui i riconoscimenti non mancano:
 
        
 
 
  Da Giordano a Stegher, fino ai nostri giorni
Con l'assunzione del prestigioso incarico di Consigliere Federale da parte di Giordano, nel 1993 L'Associazione passa nelle mani di Mario Stegher, precedentemente vice-presidente per ben 14 anni.
 
Così titola l'Alto Adige dando notizia del passaggio di consegne
 
Proseguendo nella scia tracciata dal suo predecessore, il neo-Presidente (tuttora in carica), coadiuvato da un efficiente gruppo di consiglieri, dà ulteriore impulso all'opera di sviluppo, in particolar modo nel campo delle attrezzature. In poco tempo l'Associazione si pone ai vertici nazionali come patrimonio di apparecchiature specialistiche, quali i cronografi scriventi e i tabelloni per la visualizzazione dei tempi e delle classifiche, sino ad arrivare agli ultra-moderni sistemi di rilevamento automatico dei tempi a mezzo transponder. Ma soprattutto la sua opera si estrinseca nel settore dell'informatica, dotando l'Associazione di un notevole numero di Personal Computer con adeguati software applicativi atti alla gestione dei tempi per la stesura delle classifiche di gara, di cui le società ne fanno sempre più richiesta. Il costante incremento e ammodernamento del parco attrezzature, oltre che all'organizzazione di innumerevoli corsi per il reclutamento di nuovi cronometristi, ha costretto il Presidente Stegher a cercare delle sedi sempre più capienti. Si è passati così dalla sede di Via Genova a quella di Via Maso della Pieve, sino alla attuale sede ubicata alla zona produttiva Wurza di Laives.

(testo a cura di Tino Giordano e Sergio Conte)

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